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IL FENOMENO E-WASTE

L'e-waste comprende una vasta e crescente gamma di dispositivi elettrici e elettronici, che vanno dalle grandi apparecchiature domestiche, come frigoriferi, condizionatori, telefoni portali, impianti stereo e varie componenti elettroniche di consumo, fino ai personal computer. Il problema dell'e-waste ha raggiunto proporzioni critiche a causa di due caratteristiche principali:

1. I rifiuti elettronici, se non gestiti correttamente, sono pericolosi
2. I rifiuti elettronici sono prodotti ad un ritmo vertiginoso a causa della loro obsolescenza

Sapete che fine fanno un pc, un monitor, una stampante quando arrivano alla fine del loro ciclo vitale? Non tutti sanno come smaltirli correttamente applicando le normative vigenti. Nel 2008 ogni italiano ha prodotto in media circa 14 kg di Raee per un totale di oltre 844.242 tonnellate. Applicando la stessa percentuale di crescita rilevata a livello globale al nostro paese, l'incremento nel 2009 e' stato di 42.223 tonnellate per un totale di 886.465 tonnellate di rifiuti elettronici ed elettrici. Una montagna di microapparecchiature, fili, tubi catodici, vetro di cui e' stata riciclata una minima parte, circa il 15%. Dai dati del Centro di Coordinamento dai consorzi attivi nella raccolta, emerge infatti che sono oltre 192.000 le tonnellate di Raee provenienti da uso domestico ritirate presso i Centri di Raccolta italiani nel corso del 2009 dai 15 sistemi collettivi operanti sul territorio nazionale. Gli stessi consorzi adibiti alla raccolta calcolano che questa sia una percentuale pari al 15% dei rifiuti prodotti. E' andata meglio che nel 2008, quando erano state generate circa 850.000 tonnellate di rifiuti elettronici ed elettrici: ne era stato raccolto il 14% pari a 119 mila tonnellate. Negli ultimi decenni, le apparecchiature elettroniche sono quelle che hanno subito un invecchiamento precoce, in particolare quelle legate al settore informatico, trasformandosi in rifiuti a ritmi vertiginosi. Mentre un frigorifero e una lavatrice durano in media dieci anni la normale configurazione di un computer diventa obsoleta in meno di due anni. Ogni cittadino europeo produce, infatti, in media 20 Kg circa l'anno di e-waste, di spazzatura elettrica ed elettronica: computer, chip, televisori, cellulari, frigoriferi. Oggetti ormai diventati di uso comune che pero', una volta dismessi, sono difficilmente riciclabili. Infatti, piu' del 90 per cento di questa immondizia viene smaltita senza alcun pretrattamento che impedisca l'inquinamento dell'ambiente. Il Parlamento Europeo e' corso ai ripari e ha approvato all'unanimita' la proposta della Commissione di rendere obbligatorio entro il 2005 il ritiro dei prodotti usati e il riciclo dei materiali da parte delle aziende produttrici. Una misura tesa a non far accadere in Europa quello che in Asia e' gia' realta': vecchi computer e parti elettroniche, spesso provenienti dagli Stati Uniti, vengono abbandonati in campi oppure lungo vecchi canali dove rilasciano sostanze dannose quali mercurio, piombo e cadmio. Di piu': spesso le carcasse vengono in parte bruciate con acidi per recuperarne le piccole quantita' di oro e d'argento, con ulteriori gravi conseguenze ambientali.
E-Waste


Rifiuti Elettronici e Elettrici